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San Massimiliano: 2 giorni a Torino

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Alessia Podo

Volontaria SCU presso Caritas

L’11 e il 12 marzo si è svolta a Torino un’intensa esperienza formativa e umana dedicata aSan Massimiliano, figura simbolo dell’obiezione di coscienza e della scelta di pace. Due giornate ricche di incontri, testimonianze e visite significative che hanno lasciato in noi,volontari del Servizio Civile, una profonda riflessione sul valore dell’impegno, della solidarietà e della nonviolenza.

La prima giornata: Il Sermig – Arsenale della Pace

La prima giornata è stata dedicata alla visita delSermig – Arsenale della Pace, un luogo emblematico di Torino dove un ex arsenale militare è stato trasformato in un centro di accoglienza e solidarietà, creato da Ernesto Olivero e sua moglie.

Qui abbiamo scoperto una realtà straordinaria: ogni notte vengono accolte circa200 personein diverse sedi, tra cui mamme in difficoltà, rifugiati politici, donne vittime di prostituzione e persone fragili. La struttura visitata è quella di emergenza, dotata di una sala con 44 posti letto, dove l’accoglienza non è autogestita, a differenza di altre sedi in cui gli ospiti partecipano attivamente alla vita comunitaria. La permanenza può variare da 30 giorni fino a un anno e mezzo, in base alle necessità.

Sermig - Arsenale della Pace

A rendere possibile tutto questo sonooltre 1000 volontari, che offrono il proprio tempo e le proprie competenze: medici, addetti alle pulizie, professionisti di ogni tipo. Il loro contributo è fondamentale, perché senza il volontariato la struttura non potrebbe sostenersi economicamente. A questo si aggiungono numerose donazioni di beni e denaro.

La spiritualità e i progetti di sviluppo

Palasermig e progetti di sviluppo

All’interno dell’Arsenale si trova anche unachiesa ricca di significato: un luogo che un tempo serviva alla costruzione di armi è stato trasformato prima in auditorium e poi in spazio di preghiera. Qui il messaggio è chiaro: non conta essere credenti o meno, ma essere “uomini di buona volontà”. È questo il principio che guida l’intera comunità.

Molto toccanti anche iprogetti di sviluppopromossi dal Sermig fin dagli anni ’70, quando Ernesto Olivero, ancora giovanissimo, sognava di sconfiggere la fame nel mondo. Oggi questi progetti si concretizzano in soluzioni semplici ma innovative, come lampade solari per chi non ha elettricità o dispositivi che producono disinfettante a partire da acqua e sale, destinati alle aree più povere del pianeta.

La visita si è conclusa con ilPalasermig, un palazzetto nato per offrire ai giovani del quartiere un ambiente sano dove crescere attraverso lo sport e attività educative, guidati da volontari che li accompagnano nel loro percorso umano.

La seconda giornata: Verso una pace disarmata

La seconda giornata è stata dedicata al tema“Verso una pace disarmata e disarmante”, attraverso interventi e testimonianze di diverse figure impegnate nel sociale e nella promozione della pace, non a casol’evento si è tenuto presso il Centro Salesiano Valdocco,sede del primo Oratorio di San Francesco di Sales,fondato da Don Bosco il 12 aprile 1846.

Il giornalistaAlberto Chiaraha condiviso la sua esperienza di obiettore di coscienza negli anni ’80, quando questa scelta non era ancora riconosciuta come diritto e poteva portare anche al carcere. La sua testimonianza ha evidenziato quanto sia importante difendere la libertà di scegliere la nonviolenza.

Valentina Belliha richiamato la figura di Don Bosco, sottolineando come il suo metodo educativo fosse capace di “disarmare” i pensieri e guidare i giovani verso una cultura di pace. A seguire,Paolo Valente, esponente della Caritas Italiana, ha ribadito un messaggio forte: la guerra non è mai una soluzione, ma una sconfitta per tutti. Ha invitato noi giovani a trasformare i conflitti in opportunità di crescita, sottolineando come una pace autentica sia “disarmante”, capace cioè di vincere attraverso l’amore e la verità.

Incontro su Pace Disarmata

Infine,Don Fabio Corazzina, membro diPax Christie autore del libro“Pace. Dalle parole ai fatti”, ha coinvolto noi partecipanti in una riflessione attiva sul ruolo dei giovani nel mondo di oggi. Ci ha invitati a porci domande fondamentali e a diventare “giornalisti della nostra vita”, osservando la realtà con attenzione e spirito critico. Due sono i passaggi chiave emersi: imparare a guardare davvero la realtà, cogliendo anche il bene che esiste tra i conflitti; interrogarsi, ponendosi le domande giuste, per comprendere e agire. Il messaggio finale è stato chiaro: il bene ha bisogno di persone che ci credano e che scelgano di impegnarsi in prima persona.

Questi due giorni a Torino non sono stati solo un momento formativo, maun’esperienza capace di lasciare in noi un segno profondo. Attraverso esempi concreti, testimonianze e incontri, abbiamo compreso che la pace non è un’idea astratta, ma una scelta quotidiana fatta di piccoli gesti, responsabilità e coraggio.

Comegiovani in Servizio CivilepressoCaritas Diocesana di Ugento S.M di Leuca, siamo chiamati a essere protagonisti di questo cambiamento, portando avanti, nel nostro piccolo, quella stessa “buona volontà” che abbiamo visto vivere in questi luoghi e nelle persone incontrate.

Staff Caritas:
Don Lucio Ciardo, Don Pasquale Carletta, Ornella Schirinzi.

Volontari SCU:
Ilaria De Girolamo, Miriana De Girolamo, Nicole Benevento, Vanessa De Papa, Alice Ratano, Anna Bortone, Beatrice Biasco, Giulia Melileo, Lina Brigante, Maria Riso, Maria Grazia Torsello, Alex Longo, Mattia Ponzetta, Pasquale Sanapo, Donato Sciaraffia.