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YOUng Days a Genova

Giovani da tutta Italia per costruire insieme cittadinanza e futuro

Dal 23 al 25 settembre, Genova ha accolto i giovani delle YOUngCaritas di tutta Italia per tre giorni di incontro, formazione e condivisione. Un appuntamento che ha
riunito ragazzi e ragazze provenienti da diverse diocesi italiane, accomunati dal desiderio di mettersi in gioco, conoscere nuove realtà e riflettere sul proprio ruolo
all’interno della comunità. Giovani con esperienze e percorsi differenti hanno avuto la possibilità di raccontare il proprio impegno nelle realtà locali di Caritas. Al centro
delle giornate ci sono stati i temi della cittadinanza attiva, della memoria collettiva e dell’impegno civico, affrontati attraverso momenti di confronto e formazione che
hanno permesso ai partecipanti di interrogarsi non soltanto sul mondo che li circonda, ma anche sul modo in cui ciascuno può contribuire concretamente a trasformarlo.
La scelta di Genova come luogo dell’incontro ha avuto un significato particolare: la città, infatti, quest’anno ricorda i 25 anni dal G8 del 2001, una pagina importante e
ancora presente nella memoria collettiva. Partire da questa storia ha permesso di affrontare il tema della partecipazione e della responsabilità, chiedendosi cosa
significhi oggi essere cittadini consapevoli e protagonisti del proprio tempo. Il cuore dell’esperienza è stato Quasi Casa, lo spazio di comunità promosso da Caritas
Genova, un luogo pensato per favorire l’incontro, le relazioni e il protagonismo giovanile, che durante questi giorni è diventato una vera e propria casa comune per i
partecipanti. Qui non si è parlato soltanto di progetti e attività, ma ci si è fermati ad ascoltare le esperienze degli altri, a condividere idee, difficoltà e sogni, scoprendo
quanto il lavoro delle YOUngCaritas possa assumere forme differenti a seconda dei territori, conservando però una stessa attenzione alla persona. Uno dei momenti
centrali della tre giorni è stato l’approfondimento “Genova in-difesa, 25 anni dal G8”. Ripercorrere quei luoghi e quelle vicende ha permesso ai giovani di confrontarsi
con una pagina significativa della storia recente della città e del Paese. La memoria, però, non è stata vissuta semplicemente come uno sguardo rivolto al passato, ma
come un punto di partenza per interrogarsi sul presente e sul significato della partecipazione e dell’impegno nella società. Durante queste giornate non sono
mancati momenti di approfondimento dedicati alle diverse forme di cittadinanza, compresa quella digitale, sempre più presente nella vita quotidiana delle nuove
generazioni. Allo stesso tempo, il confronto tra giovani provenienti da realtà diverse ha permesso di riconoscere il valore delle esperienze vissute nelle singole diocesi,
trasformandole in un patrimonio comune da cui possono nascere nuove idee, collaborazioni e possibilità di crescita. Gli YOUng Days sono stati quindi
un’occasione per guardare al futuro partendo dalle esperienze concrete del presente.
Il servizio, l’ascolto e l’attenzione alle fragilità diventano strumenti attraverso i quali i giovani possono contribuire alla costruzione di comunità più accoglienti e attente.
Tre giorni intensi che hanno permesso ai partecipanti di tornare nelle proprie realtà con nuove relazioni e nuovi stimoli, portando con sé la consapevolezza
dell’importanza di avere spazi nei quali sentirsi protagonisti, esprimere le proprie idee e mettere a disposizione degli altri tempo, energie e creatività.
Gli YOUng Days si sono così conclusi lasciando una consegna importante: la cittadinanza non è qualcosa che si riceve passivamente, ma un’esperienza da vivere
ogni giorno. Ed è forse proprio questo il senso più profondo di questi giorni: tornare a casa consapevoli che, anche attraverso piccoli gesti quotidiani, ciascuno può scegliere
di esserci e di contribuire alla costruzione del bene comune.